La storia delle donne di Sardegna è un po’ come uno scrigno nel quale sono custodite personalità sconosciute ma preziose. Donne creative, geniali, coraggiose, che hanno vissuto appieno e segnato un’epoca dando ad essa un’immagine nuova della figura femminile.

Edina Altara è stata questo: creativa, poliedrica, geniale, dalle mille sfaccettature, capace di ideare, creare, plasmare oggetti del tutto nuovi e innovativi per la sua epoca.

Nasce a Sassari il 9 luglio del 1898 e sin da piccola inizia a manifestare la sua vena creativa. Gioca con la carta, con i ritagli e con la stoffa e con essi realizza graziose opere di notevole pregio. I suoi giocattoli non li acquista ma li crea da sola. Esordisce così a soli 18 anni alla Mostra della Mobilitazione civile a Sassari con un’opera “Nella terra degli intrepidi” che il Re Vittorio Emanuele porterà con sé a Roma e che ancora oggi possiamo ammirare nelle sale del Quirinale. Edina Altara diventa presto famosa il suo nome acquisisce prestigio e valica i confini dell’isola. La sua è un’arte che viene non solo apprezzata ma anche studiata da numerosi critici. L’artista non dipinge con i colori, non utilizza i pennelli, ma solo pezzetti di carta colorata che abbina con sapiente maestria nelle sue opere. Ai quadri abbina i giocattoli di carta che ritraggono una capretta, donne vestite col costume sardo o intente a lavare un catino. Si sposa con un noto illustratore e si dedica alla nuova Art déco. Realizza anche numerose cartoline e vari calendarietti da barbiere per varie aziende di cosmetici.

 

Edina Altara si dedica in questi anni alla produzione della ceramica per la quale è conosciuta, benché il suo intervento si limiti soltanto alla creazione di disegni per piatti, cornici sarde o in palma nana e mattonelle dipinte sottovetrina. Ma la ceramica artistica non è una delle sue tante arti. Sempre negli anni Trenta si dedica alla moda. Abile e fantasiosa disegnatrice apre un prestigioso Atélier a Milano al quale si dedica dopo la separazione con marito. Più avanti realizza bozzetti di moda anche per la famosa rivista Grazia e collabora con l’architetto e designer Giò Ponti creando dei disegni per i suoi arredi. Nel corso della collaborazione con l’architetto milanese Edina Altara lavora alla realizzazione di cinque bozzetti di transatlantici fra cui la famosa e seppur sfortunata nave Andrea Doria. In seguito collabora per  l’illustrazione di libri per ragazzi, elabora pubblicità e racconti per numerose riviste di moda. Morirà a Lanusei in Ogliastra, l’11 aprile del 1986 dopo una vita spesa per l’arte.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis