Beranu Antigu

Due giornate intense, partecipate e ricche di appuntamenti hanno animato Villagrande Strisaili il 13 e 14 giugno in occasione di Beranu Antigu, la manifestazione inserita nel circuito di Primavera nel Cuore della Sardegna e coincisa quest’anno con le Giornate Europee dell’Archeologia.

Tra mostre, laboratori, degustazioni, musica e visite guidate, il paese ogliastrino ha accolto numerosi visitatori arrivati per scoprire le sue tradizioni e il suo straordinario patrimonio storico e archeologico.

Particolarmente apprezzate le escursioni e le visite al sito nuragico di S’Arcu ‘e Forros, uno dei complessi archeologici più importanti della Sardegna gestito da Archeonova, che ha registrato un costante afflusso di persone incuriosite dalla storia millenaria custodita tra le montagne del territorio.

Tantissimi visitatori hanno scelto anche di passeggiare tra le vie del paese, scoprendo scorci, sapori e testimonianze della tradizionale locale fino a tarda sera.

A rendere ancora più speciale la giornata di domenica è stata la visita a Sa Carcaredda di un gruppo di bambine e bambini che, grazie a un’iniziativa promossa dallo Sportello Linguistico Sovracomunale della Lingua Sarda e dall’associazione Suia, hanno raggiunto Villanova Strisaili e Villagrande in bicicletta, vivendo un’esperienza all’insegna della scoperta del territorio, della lingua e delle tradizioni.

L’edizione 2026 di Beranu Antigu si chiude così con un bilancio positivo, confermando l’interesse crescente verso il patrimonio culturale e archeologico di Villagrande Strisaili e la capacità della manifestazione di raccontare l’identità più autentica del paese.

Un ringraziamento particolare è stato da tutti rivolto alla Pro Loco di Villagrande Strisaili, protagonista dell’organizzazione di un evento che anche quest’anno ha saputo trasformare il centro abitato in una festa diffusa, capace di coinvolgere residenti e visitatori di tutte le età.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

 

Un anno di studio, ricerca, creatività e lavoro condiviso si è trasformato in teatro al San Francesco di Tortolì, dove gli studenti dell’Istituto Comprensivo n. 2 “Monte Attu” hanno portato in scena due spettacoli di fine anno scolastico: “Feminas: donne straordinarie della Sardegna” e “L’Odissea”.

Due rappresentazioni differenti per temi e linguaggi, ma unite dalla stessa idea di scuola: una scuola capace di rendere vivi i contenuti studiati in classe, trasformando letteratura, storia, musica e teatro in strumenti di crescita personale, collaborazione e partecipazione.

“Feminas”, andato in scena il 28 maggio, ha coinvolto le classi 2A, 2B e 2C della secondaria di primo grado del plesso di Monte Attu. Lo spettacolo è nato da un laboratorio interdisciplinare sviluppato durante l’intero anno scolastico e coordinato dalle professoresse Rosanna Corda e Maria Grazia Piras. Al centro del percorso, alcune figure femminili che hanno lasciato un segno profondo nella storia e nella cultura sarda tra Ottocento e Novecento.

Attraverso letture, ricerche ed elaborati creativi, gli studenti hanno approfondito le storie di donne che hanno saputo rompere schemi e pregiudizi, diventando simboli di emancipazione e impegno civile. All’ingresso del teatro sono stati esposti anche i lavori realizzati durante il progetto, testimonianza del percorso costruito nel corso dei mesi.

Il viaggio è partito da Grazia Deledda, unica scrittrice italiana insignita del Nobel per la Letteratura, per poi attraversare la figura di Maria Lai, artista capace di trasformare il filo e la memoria in strumenti di relazione e racconto condiviso. Ampio spazio è stato dedicato anche ad Adelasia Cocco, prima donna medico di famiglia in Italia e prima sarda a ottenere la patente di guida, a Margherita Sanna e Ninetta Bartoli, tra le prime donne sindache d’Italia, e a Nadia Gallico Spanu, protagonista della vita politica nazionale e della difesa dei diritti femminili nelle istituzioni repubblicane.

Fondamentale anche il contributo musicale: l’insegnante Giorgio Rubiu e i docenti dell’indirizzo musicale hanno curato le esecuzioni dal vivo e la colonna sonora degli spettacoli, accompagnando il racconto con canti e momenti strumentali che hanno reso ancora più coinvolgente la rappresentazione.

La seconda rappresentazione, “L’Odissea”, ha visto protagonisti gli alunni della classe 1A guidati dalla professoressa Chiara Cabras. Il progetto è nato con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi ai grandi classici attraverso modalità espressive capaci di dialogare con la loro sensibilità.

Durante il primo quadrimestre gli studenti hanno studiato il viaggio di Ulisse seguendo tappa dopo tappa il percorso dell’eroe sulla cartina del Mediterraneo; nel secondo quadrimestre il lavoro si è trasformato in un vero copione teatrale, intrecciando recitazione, danza e canto. L’epica omerica è così diventata gesto, voce e movimento, trovando una nuova attualità sul palcoscenico.

Le due serate hanno confermato il valore del teatro scolastico come strumento educativo e inclusivo: un’esperienza capace di aiutare gli studenti a lavorare insieme, superare timidezze, affinare l’ascolto reciproco e scoprire nuove potenzialità espressive.

Nel corso degli spettacoli sono stati rivolti ringraziamenti al Comune di Tortolì per la concessione del Teatro San Francesco, alla dirigente scolastica Alessandra De Masi, ai docenti coinvolti e alle famiglie che hanno sostenuto il progetto durante tutto l’anno scolastico.

Le luci del teatro si sono spente, ma il viaggio di Ulisse e il racconto delle “Feminas” continueranno a vivere nella memoria degli studenti che, attraverso il teatro, hanno imparato a trasformare lo studio in esperienza condivisa.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Stefania Lai

 

L’arte ogliastrina arriva tra le vette del Trentino. L’artista Stefania Lai parteciperà infatti alla 18esima edizione di RespirArt, il parco d’arte contemporanea della Val di Fiemme, sulle Dolomiti, considerato uno dei più alti d’Europa.

A dare notizia del progetto è stata anche Exibart nell’articolo “Arte tra le Dolomiti: due nuove opere in programma per RespirArt 2026”, dedicato alle nuove installazioni site specific di Stefania Lai e Antonella De Nisco. Il progetto punta a offrire una nuova percezione del paesaggio attraverso opere pensate in stretta relazione con l’ambiente montano.

Per l’edizione 2026, RespirArt ha invitato due artiste provenienti da territori e percorsi differenti, l’emiliana Antonella De Nisco e la sarda Stefania Lai, a costruire un dialogo poetico con la montagna attraverso opere site specific che riflettono sul tema della relazione, dell’ascolto e della trasformazione. Le nuove installazioni saranno inaugurate il 27 giugno durante il RespirArt Day, alla presenza della madrina del parco, la giornalista televisiva Maria Concetta Mattei.

Per l’artista ogliastrina si tratta di un’esperienza particolarmente significativa. «Sono molto grata di partecipare a RespirArt con “Presidio”, un’opera che nasce dalla mia ricerca intorno alla casa come forma simbolica ma soprattutto relazionale», ha raccontato Lai.

RespirArt, ha spiegato l’artista, è «un luogo in cui l’opera non viene semplicemente esposta, ma è chiamata a misurarsi con il paesaggio, con il tempo atmosferico, con la materia viva del luogo e con lo sguardo di chi lo attraversa».

Al centro della sua ricerca c’è da tempo il tema della casa, interpretata non come spazio chiuso ma come luogo di incontro e ascolto. “Presidio” nasce proprio da questa riflessione: «una soglia, un punto di ascolto, uno spazio capace di custodire e insieme richiamare la relazione».

E ancora: «Il titolo “Presidio” indica una presenza vigile e attiva. In un tempo in cui le relazioni appaiono spesso frammentate, distanti, indebolite, l’opera interroga la possibilità di una prossimità diversa».

L’opera è realizzata in legno naturale e ferro e custodisce un forte legame con l’Ogliastra. I tre blocchi di leccio utilizzati provengono infatti dal Bosco Seleni di Lanusei, luogo profondamente caro all’artista. Gli alberi erano stati abbattuti da un violento evento meteorologico dopo giorni di pioggia e vento.

«Ho scelto questa materia perché per me è preziosissima: porta il segno di una vicenda naturale che continua, di una tensione verso l’altezza che è stata interrotta e ora trova una nuova forma, una nuova verticalità», ha spiegato Lai.

Portare “Presidio” fino ai duemila metri della Val di Fiemme rappresenta anche un viaggio simbolico e personale: «Mettere in relazione me stessa e il mio paesaggio con un altro paesaggio, ma anche permettere a una materia nata in Sardegna, caduta nel bosco e trasformata attraverso un intento preciso, di risalire simbolicamente fino alle Dolomiti».

L’artista ha ringraziato Marco Nones, Beatrice Calamari e tutto il team di RespirArt per avere accolto l’opera all’interno del parco, oltre al Comune di Lanusei per la donazione del legno utilizzato nella realizzazione dell’installazione.

 

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

I lavori di Stefania Lai

Arte ogliastrina in evidenza tra le vette delle Dolomiti.

L’arte di Lanusei raggiunge le Dolomiti attraverso il lavoro dell’artista Stefania Lai, invitata alla 18ª edizione di RespirArt, il parco internazionale di arte contemporanea della Val di Fiemme che rappresenta una delle realtà più elevate d’Europa per la valorizzazione del legame tra creatività e natura.

L’Amministrazione comunale esprime grande orgoglio per questo traguardo, che porta il nome di Lanusei e dell’Ogliastra in uno dei più importanti contesti europei dedicati all’arte ambientale, sancendo un riconoscimento prezioso a una ricerca artistica profondamente legata al territorio, alla memoria dei luoghi e al dialogo tra uomo e natura che caratterizza la poetica dell’autrice. Per l’estate 2026, l’artista presenterà Presidio, un’installazione site-specific composta da tre volumi lignei sospesi, che richiamano simbolicamente la forma della casa come luogo di ascolto, relazione e accoglienza, andando a definire uno spazio di riflessione sospeso nel vuoto alpino.

L’opera nasce da una riflessione sul rapporto tra essere umano, paesaggio e memoria, un filo conduttore che attraversa l’intera produzione di Lai e si concretizza in una scelta materica estremamente evocativa. I tre blocchi di leccio utilizzati per la realizzazione dei volumi provengono infatti dal Bosco Seleni di Lanusei, trattandosi nello specifico di alberi abbattuti da un violento evento atmosferico e restituiti, attraverso l’intervento artistico, a una nuova verticalità e a un nuovo significato che trascende la fine biologica del legno. A oltre 2.000 metri di altitudine, Presidio dialogherà con il maestoso paesaggio dolomitico, invitando a una profonda riflessione sulla trasformazione e sull’ascolto reciproco tra ambiente e umanità, in un abbraccio ideale che unisce la rude bellezza della roccia alpina alla resilienti radici della terra sarda.

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Fonte: Ogliastra News La Redazione

Concorso Letterario Ars Artium

 

C’è tempo fino al 31 luglio 2026 per partecipare alla quinta edizione del concorso letterario “Faraglioni d’Ogliastra – Racconta la tua terra”, iniziativa promossa da Ars Artium Editrice in collaborazione con l’Associazione culturale Forma e Materia.

Il premio nasce con l’obiettivo di valorizzare la scrittura come strumento di memoria, identità e racconto del territorio, con uno sguardo particolare rivolto all’Ogliastra e alla Sardegna. Un invito rivolto ad autori emergenti, studiosi, poeti e appassionati di scrittura che vogliono raccontare l’isola attraverso storie, poesie, saggi e ricerche capaci di custodire e reinterpretare il patrimonio culturale e umano della Sardegna.

Il concorso è aperto a opere originali e inedite nei campi della narrativa, poesia, racconti brevi, saggistica, didattica e ricerca antropologica, storica, archeologica e culturale. Potranno partecipare autori residenti in Sardegna o originari dell’isola, con elaborati ambientati prevalentemente nel territorio sardo o ogliastrino.

A valutare le opere sarà una giuria composta da Piero Carta, Angela Nieddu, Chiarina Mulas e Nino Melis.

Nel corso delle precedenti edizioni il premio ha contribuito alla valorizzazione di numerosi autori e opere, tra cui “Il viaggio di Elau” di Barbara Figus, “Solitudo” di Mariano Caredda, “La Custode dell’Acqua” di Maena Delrio e “Quando decidi di restare” di Daniela Pisu.

Anche quest’anno il concorso prevede per i vincitori una proposta di contratto editoriale con Ars Artium Editrice e la pubblicazione gratuita delle opere premiate. Al primo classificato saranno assegnate anche 50 copie gratuite dell’opera, 30 al secondo classificato e 20 al terzo. Ai finalisti verrà invece consegnato un attestato di partecipazione.

La cerimonia di premiazione si terrà nel mese di settembre 2026.

Con questa nuova edizione, Ars Artium Editrice e l’associazione Forma e Materia confermano il loro impegno nella promozione della cultura sarda e nella valorizzazione delle storie, delle tradizioni e delle comunità locali attraverso la scrittura.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

MAB Centro Culturale d’Arte di Bari Sardo

Sarà Bari Sardo e una delle sue realtà culturali più attive al centro del prossimo appuntamento del ciclo “I luoghi del contemporaneo in Sardegna”, in programma all’Olbia Community Hub.

Martedì 5 maggio 2026 alle ore 18:00 si terrà infatti l’incontro dedicato al MAB – Centro Arte Contemporanea di Bari Sardo, con la partecipazione della direttrice artistica Nicoletta Zonchello.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per valorizzare il ruolo di Bari Sardo nel panorama dell’arte contemporanea in Sardegna. Il MAB si distingue infatti come un punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione, con un’attività che supera la dimensione espositiva per configurarsi come un laboratorio culturale capace di attivare progetti interdisciplinari, residenze artistiche e percorsi di indagine a lungo termine.

Al centro del progetto vi è anche il legame profondo con il territorio ogliastrino, testimoniato dalla valorizzazione del Fondo Eielson–Mulas, dedicato agli artisti Jorge Eduardo Eielson e Michele Mulas. Un patrimonio che nasce e si sviluppa proprio a Bari Sardo e che costituisce la base per il futuro museo Eielson-Mulas.

La presenza del MAB all’interno del ciclo di incontri sottolinea quindi il valore di Bari Sardo come luogo di produzione culturale contemporanea, capace di dialogare con realtà regionali, nazionali e internazionali.

MAB Museo Bari Sardo

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Simona Mascia

 

Una canzone che nasce in una stanza, tra una madre e la sua bambina, e che riesce a parlare a tutti. Simona Mascia, 30 anni, originaria di Tortolì, ha pubblicato su YouTube “Like in the 50’s”, una versione live intima e diretta che mette al centro emozioni autentiche e un messaggio profondo.

Il brano è una ninna nanna scritta e dedicata interamente alla figlia Alma Luna, di tre anni. Cosa ha mai di speciale questo brano? Ha di speciale che è una dedica  ma anche un dialogo tra madre e figlia, costruito attraverso parole che cercano di proteggere, rassicurare e, allo stesso tempo, preparare a un futuro che avrà anche le sue ombre.

Simona ci ha raccontato di averla composta immaginando proprio questo: sua figlia che un giorno, ascoltandola, sentirà tutto l’amore custodito nella canzone e avrà magari gli strumenti giusti per fare le sue riflessioni sull’essere donna.

L’inizio richiama un’immagine semplice e senza tempo, quella di una madre che canta per far addormentare la propria bambina: le “canterebbe una ninna nanna come si faceva negli anni ’50”, le direbbe “tesoro buonanotte” e resterebbe lì, a cantare per lei, come se nulla potesse turbare quel momento. È il ritratto di un mondo rassicurante, in cui “non dovrebbe preoccuparsi di niente”, dove il cielo è sempre blu e il sole splende senza ombre.

Ma questa visione si incrina subito, con una consapevolezza che attraversa tutto il brano, e che ci è molto piaciuta per la sua ( dolce) schiettezza: “ma mia cara, non sono più gli anni ’50”. È qui che la canzone cambia direzione, perché Simona mette in discussione l’idea di un passato migliore, ricordando che, soprattutto per le donne, non è mai esistito davvero un tempo facile. Anche in quel mondo apparentemente perfetto, la libertà era limitata, e oggi, seppur in forme diverse, restano comunque insicurezze, giudizi e pressioni. Nella canzone emerge il desiderio di proteggere la figlia da tutto questo, di evitarle il peso delle “insicurezze o del proprio corpo”, lasciandola semplicemente “pensare a giocare tutto il giorno”.

Ma subito dopo arriva la verità: non è possibile fermare il tempo, né proteggerla per sempre.

Il brano diventa così un racconto lucido e pieno d’amore. La madre osserva la figlia crescere, la guarda “tutto il giorno, ogni giorno” e prova a immaginare cosa dovrà affrontare, cosa accadrà “quando non sarà più lì a cantarle le ninnananne”. È una riflessione tenera ma anche inevitabile, che porta con sé una consapevolezza profonda: “non avrà mai abbastanza pace”, perché essere donna significa anche dover essere forte.

Accanto a questa realtà, però, c’è anche una promessa. Simona rassicura sua figlia, le dice di non preoccuparsi troppo, anche se “là fuori” ci saranno persone pronte a giudicare e a decidere se sarà abbastanza o no. Ma la risposta è già chiara: lo sarà. E non solo — “prenderà il mondo e lo farà suo”.

Nel finale, la canzone torna alla sua dimensione più intima. La madre continua a cantare, come faceva la nonna prima di lei, facendo finta che il tempo non passi così in fretta. È un momento sospeso, in cui tutto si ferma e resta solo l’essenziale: “ti amo piccola anima, ne vali la pena, sappilo sempre”.

La versione live pubblicata su YouTube amplifica questa sensazione di autenticità.  Eccola:

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Girasole convegno

 

Si è tenuto ieri pomeriggio, nell’Aula Consiliare di via Mare a Girasole, un importante e partecipato incontro dedicato agli Internati Militari Italiani di Tortolì, Girasole e Lotzorai, soldati che dopo l’8 settembre 1943 furono deportati nei lager tedeschi per aver rifiutato di aderire al nazifascismo.

L’evento, promosso con il coordinamento del Comune di Girasole, ha rappresentato un prezioso momento di riflessione storica e civile su una pagina spesso poco conosciuta della storia italiana. A curare l’iniziativa è stata Marina Moncelsi dell’ISTASAC, con il coordinamento di Frederic Erminio Todde per il Comune di Girasole, da tantissimi anni impegnato nello studio e nell’approfondimento di queste tematiche con passione, serietà e grande dedizione.

Tra i presenti anche il sindaco di Girasole, Lodovico Piras, che con la sua partecipazione ha voluto testimoniare la vicinanza dell’amministrazione comunale a un tema così importante per la memoria collettiva e per i valori democratici.

Numerosa anche la presenza dei familiari degli internati militari, molti dei quali sono intervenuti condividendo ricordi, testimonianze e frammenti di memoria tramandati nelle famiglie. Momenti intensi che hanno reso ancora più vivo e autentico il significato dell’iniziativa.

Particolarmente toccante l’intervento della figlia di Attilio Demuru, che ha pronunciato un discorso emozionante e sentito, ricordando il sacrificio del padre e il valore umano di quanti vissero l’esperienza drammatica della deportazione e della prigionia.

Al centro dell’incontro, il ricordo degli uomini del territorio ogliastrino che scelsero la dignità e la libertà, pagando un prezzo altissimo con la prigionia, la fame e le sofferenze nei campi di concentramento tedeschi. Una vicenda che per troppo tempo è rimasta ai margini della memoria collettiva, ma che oggi torna con forza a parlare alle nuove generazioni.

Particolarmente significativo anche il messaggio riportato nella locandina dell’evento: “Noi a Hitler e Mussolini diciamo no, anche quando ci vogliono prendere per fame”, parole che racchiudono il coraggio e la fermezza morale di quegli italiani che dissero no alla dittatura anche nelle condizioni più estreme.

L’iniziativa è stata dedicata alla memoria di Attilio Demuru, a testimonianza del legame profondo tra la storia nazionale e le vicende delle famiglie del territorio.

Presenti cittadini, appassionati di storia e rappresentanti delle associazioni combattentistiche e memoriali, tra cui l’ANRP, impegnata da anni nella tutela della memoria degli ex deportati e internati.

L’incontro di ieri conferma quanto sia fondamentale continuare a raccontare queste storie di resistenza silenziosa. Gli Internati Militari Italiani furono veri eroi civili: uomini che senza armi difesero la libertà con il rifiuto della collaborazione.

Girasole, ancora una volta, dimostra sensibilità e attenzione verso la memoria storica, offrendo alla comunità un’occasione autentica di crescita culturale e consapevolezza democratica.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Giornale scolastico Lanusei PH Comune di Lanusei

Grande soddisfazione a Lanusei per il prestigioso riconoscimento ottenuto dal giornale scolastico dell’IIS Leonardo da Vinci, inserito tra le migliori esperienze di giornalismo studentesco a livello nazionale.

La testata realizzata dagli studenti è stata premiata a Roma, nella Sala Martiri di Nassirya, durante la cerimonia del Premio Nazionale per l’attività redazionale promosso da Il Punto Quotidiano e Associazione Alboscuole.

A rappresentare l’istituto erano presenti il dirigente scolastico Giovanni Andrea Marcello, la docente referente del progetto Virginia Mariane e due studentesse della classe 5DB, Salma Aniba e Sofia Meloni, in rappresentanza della redazione.

Il premio valorizza il lavoro svolto da studenti e insegnanti e conferma l’importanza del giornalismo scolastico come strumento di crescita culturale, partecipazione e sviluppo del pensiero critico tra i giovani.

L’Amministrazione comunale, in un post,  ha espresso le proprie congratulazioni alla dirigenza, ai docenti e agli studenti per un risultato che porta prestigio alla scuola e rende orgogliosa tutta la comunità di Lanusei.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

high school game studenti tortolì

Importante traguardo per l’Istituto di Istruzione Superiore di Tortolì: due classi, la 4ª C del Liceo Scientifico e la 3ª B dell’Istituto Tecnico Industriale, si sono qualificate alle finali nazionali del concorso High School Game – Wicontest.

Gli studenti parteciperanno all’evento conclusivo, in programma il 17 e 18 maggio 2026, che si svolgerà a bordo di una nave della Grimaldi Lines ancorata a Civitavecchia. Alla competizione prenderanno parte circa 500 studenti finalisti provenienti da tutta Italia.

Le due classi sono state preparate dai docenti Laura Famà per il Liceo Scientifico e Claudia Congiu insieme a Luca Puddu per l’Istituto Tecnico Industriale. Un lavoro di squadra che ha accompagnato gli studenti in un percorso di studio e approfondimento multidisciplinare.

Il concorso, giunto alla XIII edizione, è rivolto agli studenti degli istituti secondari di secondo grado di tutta Italia e promuove l’apprendimento attraverso talk, sfide multimediali e attività interattive. Al centro dell’iniziativa, tematiche di grande attualità legate all’educazione civica e alla cittadinanza attiva, con un approccio che unisce formazione, innovazione tecnologica e spirito di squadra.

Gli studenti dell’istituto si sono distinti per l’elevato livello di preparazione su temi come la violenza sulle donne, l’educazione ambientale, la sicurezza stradale, lo sport e la sana alimentazione. Particolarmente apprezzato anche il video realizzato sul bullismo e sul cyberbullismo, sviluppato in collaborazione con il tecnico Sebastian Lai e l’educatrice Bruna Moro. Alle riprese del video hanno partecipato anche alcuni alunni/e delle classi 3A, 2B, 1A ITI.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi