MAB Centro Culturale d’Arte di Bari Sardo

Sarà Bari Sardo e una delle sue realtà culturali più attive al centro del prossimo appuntamento del ciclo “I luoghi del contemporaneo in Sardegna”, in programma all’Olbia Community Hub.

Martedì 5 maggio 2026 alle ore 18:00 si terrà infatti l’incontro dedicato al MAB – Centro Arte Contemporanea di Bari Sardo, con la partecipazione della direttrice artistica Nicoletta Zonchello.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per valorizzare il ruolo di Bari Sardo nel panorama dell’arte contemporanea in Sardegna. Il MAB si distingue infatti come un punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione, con un’attività che supera la dimensione espositiva per configurarsi come un laboratorio culturale capace di attivare progetti interdisciplinari, residenze artistiche e percorsi di indagine a lungo termine.

Al centro del progetto vi è anche il legame profondo con il territorio ogliastrino, testimoniato dalla valorizzazione del Fondo Eielson–Mulas, dedicato agli artisti Jorge Eduardo Eielson e Michele Mulas. Un patrimonio che nasce e si sviluppa proprio a Bari Sardo e che costituisce la base per il futuro museo Eielson-Mulas.

La presenza del MAB all’interno del ciclo di incontri sottolinea quindi il valore di Bari Sardo come luogo di produzione culturale contemporanea, capace di dialogare con realtà regionali, nazionali e internazionali.

MAB Museo Bari Sardo

.

L’articolo Arte, il MAB di Bari Sardo protagonista all’Olbia Community Hub come punto di riferimento per la sperimentazione proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Simona Mascia

 

Una canzone che nasce in una stanza, tra una madre e la sua bambina, e che riesce a parlare a tutti. Simona Mascia, 30 anni, originaria di Tortolì, ha pubblicato su YouTube “Like in the 50’s”, una versione live intima e diretta che mette al centro emozioni autentiche e un messaggio profondo.

Il brano è una ninna nanna scritta e dedicata interamente alla figlia Alma Luna, di tre anni. Cosa ha mai di speciale questo brano? Ha di speciale che è una dedica  ma anche un dialogo tra madre e figlia, costruito attraverso parole che cercano di proteggere, rassicurare e, allo stesso tempo, preparare a un futuro che avrà anche le sue ombre.

Simona ci ha raccontato di averla composta immaginando proprio questo: sua figlia che un giorno, ascoltandola, sentirà tutto l’amore custodito nella canzone e avrà magari gli strumenti giusti per fare le sue riflessioni sull’essere donna.

L’inizio richiama un’immagine semplice e senza tempo, quella di una madre che canta per far addormentare la propria bambina: le “canterebbe una ninna nanna come si faceva negli anni ’50”, le direbbe “tesoro buonanotte” e resterebbe lì, a cantare per lei, come se nulla potesse turbare quel momento. È il ritratto di un mondo rassicurante, in cui “non dovrebbe preoccuparsi di niente”, dove il cielo è sempre blu e il sole splende senza ombre.

Ma questa visione si incrina subito, con una consapevolezza che attraversa tutto il brano, e che ci è molto piaciuta per la sua ( dolce) schiettezza: “ma mia cara, non sono più gli anni ’50”. È qui che la canzone cambia direzione, perché Simona mette in discussione l’idea di un passato migliore, ricordando che, soprattutto per le donne, non è mai esistito davvero un tempo facile. Anche in quel mondo apparentemente perfetto, la libertà era limitata, e oggi, seppur in forme diverse, restano comunque insicurezze, giudizi e pressioni. Nella canzone emerge il desiderio di proteggere la figlia da tutto questo, di evitarle il peso delle “insicurezze o del proprio corpo”, lasciandola semplicemente “pensare a giocare tutto il giorno”.

Ma subito dopo arriva la verità: non è possibile fermare il tempo, né proteggerla per sempre.

Il brano diventa così un racconto lucido e pieno d’amore. La madre osserva la figlia crescere, la guarda “tutto il giorno, ogni giorno” e prova a immaginare cosa dovrà affrontare, cosa accadrà “quando non sarà più lì a cantarle le ninnananne”. È una riflessione tenera ma anche inevitabile, che porta con sé una consapevolezza profonda: “non avrà mai abbastanza pace”, perché essere donna significa anche dover essere forte.

Accanto a questa realtà, però, c’è anche una promessa. Simona rassicura sua figlia, le dice di non preoccuparsi troppo, anche se “là fuori” ci saranno persone pronte a giudicare e a decidere se sarà abbastanza o no. Ma la risposta è già chiara: lo sarà. E non solo — “prenderà il mondo e lo farà suo”.

Nel finale, la canzone torna alla sua dimensione più intima. La madre continua a cantare, come faceva la nonna prima di lei, facendo finta che il tempo non passi così in fretta. È un momento sospeso, in cui tutto si ferma e resta solo l’essenziale: “ti amo piccola anima, ne vali la pena, sappilo sempre”.

La versione live pubblicata su YouTube amplifica questa sensazione di autenticità.  Eccola:

.

L’articolo (VIDEO) “Like in the 50’s”: la ninna nanna di Simona Mascia per la figlia Alma Luna, tra amore e consapevolezza proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Girasole convegno

 

Si è tenuto ieri pomeriggio, nell’Aula Consiliare di via Mare a Girasole, un importante e partecipato incontro dedicato agli Internati Militari Italiani di Tortolì, Girasole e Lotzorai, soldati che dopo l’8 settembre 1943 furono deportati nei lager tedeschi per aver rifiutato di aderire al nazifascismo.

L’evento, promosso con il coordinamento del Comune di Girasole, ha rappresentato un prezioso momento di riflessione storica e civile su una pagina spesso poco conosciuta della storia italiana. A curare l’iniziativa è stata Marina Moncelsi dell’ISTASAC, con il coordinamento di Frederic Erminio Todde per il Comune di Girasole, da tantissimi anni impegnato nello studio e nell’approfondimento di queste tematiche con passione, serietà e grande dedizione.

Tra i presenti anche il sindaco di Girasole, Lodovico Piras, che con la sua partecipazione ha voluto testimoniare la vicinanza dell’amministrazione comunale a un tema così importante per la memoria collettiva e per i valori democratici.

Numerosa anche la presenza dei familiari degli internati militari, molti dei quali sono intervenuti condividendo ricordi, testimonianze e frammenti di memoria tramandati nelle famiglie. Momenti intensi che hanno reso ancora più vivo e autentico il significato dell’iniziativa.

Particolarmente toccante l’intervento della figlia di Attilio Demuru, che ha pronunciato un discorso emozionante e sentito, ricordando il sacrificio del padre e il valore umano di quanti vissero l’esperienza drammatica della deportazione e della prigionia.

Al centro dell’incontro, il ricordo degli uomini del territorio ogliastrino che scelsero la dignità e la libertà, pagando un prezzo altissimo con la prigionia, la fame e le sofferenze nei campi di concentramento tedeschi. Una vicenda che per troppo tempo è rimasta ai margini della memoria collettiva, ma che oggi torna con forza a parlare alle nuove generazioni.

Particolarmente significativo anche il messaggio riportato nella locandina dell’evento: “Noi a Hitler e Mussolini diciamo no, anche quando ci vogliono prendere per fame”, parole che racchiudono il coraggio e la fermezza morale di quegli italiani che dissero no alla dittatura anche nelle condizioni più estreme.

L’iniziativa è stata dedicata alla memoria di Attilio Demuru, a testimonianza del legame profondo tra la storia nazionale e le vicende delle famiglie del territorio.

Presenti cittadini, appassionati di storia e rappresentanti delle associazioni combattentistiche e memoriali, tra cui l’ANRP, impegnata da anni nella tutela della memoria degli ex deportati e internati.

L’incontro di ieri conferma quanto sia fondamentale continuare a raccontare queste storie di resistenza silenziosa. Gli Internati Militari Italiani furono veri eroi civili: uomini che senza armi difesero la libertà con il rifiuto della collaborazione.

Girasole, ancora una volta, dimostra sensibilità e attenzione verso la memoria storica, offrendo alla comunità un’occasione autentica di crescita culturale e consapevolezza democratica.

L’articolo Girasole ricorda gli Internati Militari Italiani: una giornata di memoria e coscienza civile proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Giornale scolastico Lanusei PH Comune di Lanusei

Grande soddisfazione a Lanusei per il prestigioso riconoscimento ottenuto dal giornale scolastico dell’IIS Leonardo da Vinci, inserito tra le migliori esperienze di giornalismo studentesco a livello nazionale.

La testata realizzata dagli studenti è stata premiata a Roma, nella Sala Martiri di Nassirya, durante la cerimonia del Premio Nazionale per l’attività redazionale promosso da Il Punto Quotidiano e Associazione Alboscuole.

A rappresentare l’istituto erano presenti il dirigente scolastico Giovanni Andrea Marcello, la docente referente del progetto Virginia Mariane e due studentesse della classe 5DB, Salma Aniba e Sofia Meloni, in rappresentanza della redazione.

Il premio valorizza il lavoro svolto da studenti e insegnanti e conferma l’importanza del giornalismo scolastico come strumento di crescita culturale, partecipazione e sviluppo del pensiero critico tra i giovani.

L’Amministrazione comunale, in un post,  ha espresso le proprie congratulazioni alla dirigenza, ai docenti e agli studenti per un risultato che porta prestigio alla scuola e rende orgogliosa tutta la comunità di Lanusei.

L’articolo Il giornale scolastico dell’IIS Leonardo da Vinci di Lanusei premiato al Senato tra i migliori d’Italia proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

high school game studenti tortolì

Importante traguardo per l’Istituto di Istruzione Superiore di Tortolì: due classi, la 4ª C del Liceo Scientifico e la 3ª B dell’Istituto Tecnico Industriale, si sono qualificate alle finali nazionali del concorso High School Game – Wicontest.

Gli studenti parteciperanno all’evento conclusivo, in programma il 17 e 18 maggio 2026, che si svolgerà a bordo di una nave della Grimaldi Lines ancorata a Civitavecchia. Alla competizione prenderanno parte circa 500 studenti finalisti provenienti da tutta Italia.

Le due classi sono state preparate dai docenti Laura Famà per il Liceo Scientifico e Claudia Congiu insieme a Luca Puddu per l’Istituto Tecnico Industriale. Un lavoro di squadra che ha accompagnato gli studenti in un percorso di studio e approfondimento multidisciplinare.

Il concorso, giunto alla XIII edizione, è rivolto agli studenti degli istituti secondari di secondo grado di tutta Italia e promuove l’apprendimento attraverso talk, sfide multimediali e attività interattive. Al centro dell’iniziativa, tematiche di grande attualità legate all’educazione civica e alla cittadinanza attiva, con un approccio che unisce formazione, innovazione tecnologica e spirito di squadra.

Gli studenti dell’istituto si sono distinti per l’elevato livello di preparazione su temi come la violenza sulle donne, l’educazione ambientale, la sicurezza stradale, lo sport e la sana alimentazione. Particolarmente apprezzato anche il video realizzato sul bullismo e sul cyberbullismo, sviluppato in collaborazione con il tecnico Sebastian Lai e l’educatrice Bruna Moro. Alle riprese del video hanno partecipato anche alcuni alunni/e delle classi 3A, 2B, 1A ITI.

L’articolo Studenti di Tortolì protagonisti: doppia qualificazione alle finali del High School Game proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Stefania Sistu e Daniele Pireddu

 

Un brano intenso, carico di significato e profondamente personale. Stefania Sistu e Daniele Pireddu presentano il nuovo singolo Passengers Of a Timeless Place, una canzone che unisce emozione, ricordo e legami che resistono al tempo.

Il cuore del brano è racchiuso nel ritornello, tradotto in italiano come un pensiero delicato e potente: il tempo non cancella le tracce leggere dei passi, perché siamo solo passeggeri di un luogo senza tempo. Parole che raccontano un amore capace di andare oltre l’assenza, mantenendo viva la presenza nei ricordi e nei sentimenti.

Il testo, scritto tempo fa dalla cantante, ha trovato la sua piena espressione proprio grazie alla collaborazione con Daniele Pireddu, autore delle musiche e interprete di basso e chitarre. Un lavoro a quattro mani che ha permesso di costruire arrangiamenti vocali in grado di valorizzare al meglio l’intensità del messaggio.

Stefania Sistu e Daniele Pireddu

Stefania Sistu e Daniele Pireddu

La canzone nasce come una dedica intima e profonda ai genitori dell’artista, in particolare al padre scomparso, e si allarga fino a diventare una carezza per chiunque abbia vissuto una perdita. Un racconto universale, in cui il dolore si intreccia con la dolcezza del ricordo e con l’idea di un amore che non si spegne.

Importante anche il contributo degli altri musicisti coinvolti nel progetto: Antonello Carboni ha arricchito il brano con pianoforte, tastiere e synth, mentre Manu Canu si è occupato di registrazioni, post produzione, mixaggio e mastering, curando ogni dettaglio sonoro.

Il singolo segna inoltre un passo significativo nel percorso artistico dei due artisti, che hanno recentemente firmato un contratto con Volcano Records, realtà discografica conosciuta a livello internazionale nel panorama rock e metal. Un traguardo raggiunto anche grazie al supporto del manager Alessandro Liccardo.

E il viaggio musicale non si ferma qui: a fine maggio è prevista l’uscita di un nuovo singolo, sempre con la stessa etichetta, ispirato a un’antica leggenda sarda, in un omaggio alle radici e alla cultura dell’isola.

.

 

L’articolo “Passengers Of a Timeless Place”, il nuovo singolo di Stefania Sistu e Daniele Pireddu: un viaggio tra memoria e amore eterno proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

“FÌGIU”, il brano di Manuela Mameli, cantante di Triei, e Ignazio Pepicelli Sanna, torna oggi in una nuova veste visiva con un videoclip intenso e profondamente evocativo, pubblicato in occasione del Venerdì Santo.

Una scelta simbolica, che accompagna perfettamente il significato del pezzo: un racconto che attraversa il dolore più profondo per aprirsi, con delicatezza, a una possibile idea di rinascita.

Al centro del brano, scritto in collaborazione con Ignazio Pepicelli Sanna, c’è il dolore assoluto di una madre che perde un figlio. Un’esperienza che supera le parole e si trasforma in un dialogo intimo, quasi sospeso, con qualcosa di più grande. Non si tratta di una preghiera tradizionale, ma di una tensione emotiva potente: quella di una madre che attraversa il vuoto, interroga il silenzio e si rivolge a Dio senza risposte certe, nel tentativo di dare un senso all’assenza. «Il progetto nasce dalla collaborazione con Ignazio Pepicelli Sanna, con cui condivido una profonda affinità espressiva. Ci siamo incontrati a Milano, lontani dalla nostra terra, ma proprio lì è nato un legame umano e creativo capace di riportarci entrambi alle nostre origini», racconta Manuela Mameli.

Il riferimento è universale e profondamente radicato nella cultura occidentale: l’immagine della madre che piange il figlio richiama inevitabilmente quella della Madonna. Ma in “FÌGIU” questo simbolo si amplia e si trasforma in qualcosa di contemporaneo, umano, vicino alla sensibilità del presente.

In un tempo storico segnato da conflitti e perdite, il brano si fa eco di un dolore collettivo, trasformando una storia individuale in una riflessione più ampia sulla fragilità e sulla resistenza umana.

Il videoclip, girato tra Petralonga e la spiaggia di Santa Maria Navarrese, rafforza ulteriormente questo racconto. Le immagini costruiscono un dialogo continuo tra pietra e mare, due elementi opposti ma complementari, che diventano metafora visiva del contrasto tra forza e vulnerabilità, tra ciò che resiste e ciò che travolge.

Nel cuore del brano resta una domanda aperta, ma anche un auspicio: che, anche nel dolore più profondo, possa esistere uno spazio — fragile ma necessario — per una possibile rinascita. Una resurrezione che riguarda non solo il singolo, ma l’intera collettività, oggi più che mai.

GUARDA IL VIDEO

.

L’articolo (VIDEO) “FÌGIU”, il dolore di una madre che diventa voce: il nuovo videoclip di Manuela Mameli proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

 

Una mattinata intensa e carica di emozioni quella vissuta oggi, sabato 28 marzo, a Lotzorai, dove l’Aula “Andrea Lusso” della Biblioteca Comunale ha accolto un pubblico numeroso e partecipe per la presentazione del libro “Il Paese del Vento” di Tonino Mosconi.

L’autore, fotografo di grande sensibilità e talento, ha saputo conquistare i presenti con un racconto profondo e coinvolgente, capace di intrecciare immagini e parole in modo autentico e potente. Il suo lavoro restituisce una Sardegna vera, fatta di volti, storie e radici, riuscendo a trasmettere emozioni sincere e a creare un forte legame con il pubblico.

L’iniziativa, promossa dal Club per l’UNESCO di Baunei-Ogliastra insieme ai Club di Isili e Cagliari, con il patrocinio del Comune di Lotzorai, si è rivelata un grande successo, confermando l’importanza di eventi culturali capaci di valorizzare l’identità del territorio.

Ad aprire l’incontro è stata la proiezione del cortometraggio “Blu/Oltremare” del regista ogliastrino Matteo Incollu, che ha preparato il pubblico a un viaggio suggestivo tra natura e interiorità.

Particolarmente apprezzata la capacità di Mosconi di raccontare la Sardegna con uno sguardo intimo e poetico: ogni immagine, ogni parola, ha suscitato emozioni forti, accompagnando i presenti in un percorso che attraversa memoria, identità e appartenenza.

Un incontro riuscito e partecipato, che ha lasciato il segno e confermato il valore della cultura come strumento di connessione e consapevolezza.

.

L’articolo Lotzorai, successo per Tonino Mosconi che emoziona il pubblico con “Il Paese del Vento” proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

 

Si è conclusa ieri sera nella piazza Don Luigi del Giudice di Bari Sardo la partecipata iniziativa “Estia. Nodi di comunità”, un’opera di arte pubblica partecipativa che per due giorni ha coinvolto cittadini di tutte le età nella costruzione di un simbolo condiviso di comunità. L’intervento artistico, realizzato il 13 e 14 marzo 2026, ha trasformato lo spazio pubblico in un luogo di incontro, creatività e collaborazione. L’opera nasce all’interno del progetto di arte pubblica “Tra il muro e il mare”, curato da Urban Center in collaborazione con il Comune di Bari Sardo e finanziato dalla Fondazione di Sardegna. Urban Center è una realtà conosciuta e apprezzata per i suoi interventi che mettono insieme arte e innovazione sociale, spesso attraverso processi partecipativi capaci di coinvolgere direttamente le comunità nei territori in cui opera.

“Estia. Nodi di comunità” prende il nome da Estia, la dea greca del focolare domestico, simbolo di unione e coesione tra i membri della comunità. Un riferimento che si traduce nell’azione collettiva proposta ai cittadini. Durante le due giornate gli abitanti di Bari Sardo sono stati invitati a partecipare attivamente alla realizzazione dell’opera intervenendo su uno speciale telaio installato nella piazza. Ognuno ha contribuito portando con sé piccoli pezzi di tessuto e un paio di forbici: strisce colorate, ritagli di stoffa e frammenti di storie personali che sono stati annodati insieme. Un gesto semplice che diventa metafora di legami e relazioni.

La struttura dell’opera è composta da diversi elementi realizzati da artigiani e artisti del territorio: la parte in ferro del telaio è stata realizzata da Mauro Sioni, mentre la parte in pietra è stata realizzata dall’artista Aldo Casti, originario di San Sperate, paese noto per la sua tradizione artistica.

Durante le due giornate abbiamo incontrato la responsabile del progetto Paola Corrias, presente a Bari Sardo insieme ai colleghi Simone Casini e Daniele Gregorini. È stata proprio Corrias a spiegare il senso dell’iniziativa: «L’idea è quella di creare un’opera che nasca davvero dalla comunità. Ogni nodo rappresenta una presenza, un gesto, un piccolo contributo personale che diventa parte di qualcosa di più grande».

Il lavoro sul telaio, ha aggiunto, non è solo un’attività creativa ma un modo per attivare relazioni: «Quando le persone si fermano qui a annodare, iniziano a parlare tra loro, a raccontarsi da dove arriva quel pezzo di tessuto. È in quel momento che l’opera prende davvero forma».

Per due giorni la piazza Don Luigi del Giudice è diventata così uno spazio di partecipazione spontanea: famiglie, bambini, anziani e curiosi si sono alternati davanti al telaio contribuendo alla nascita di un lavoro dal risultato volutamente aperto e imprevedibile.

Ma per chi ha ideato il progetto il vero significato dell’opera non si esaurisce con la sua installazione. «Sarà importante osservare nel tempo come la comunità si rapporterà a questa opera», spiega ancora Corrias. «Ci interessa capire come verrà trattata, come cambierà con il passare dei mesi e degli anni e quale relazione si creerà tra le persone e questo oggetto nello spazio pubblico».

Per questo “Estia” è pensata anche come un processo in evoluzione. «È un’opera che va valutata nel tempo. In un certo senso è anche un esperimento, non solo artistico ma sociale: vedere come le persone si prendono cura di qualcosa che hanno contribuito a creare e come il tempo stesso interviene a trasformarla».

Restano i nodi, i colori e i tessuti intrecciati, ma soprattutto resta una domanda aperta sul rapporto tra arte e comunità. Sarà proprio il tempo, e il modo in cui la piazza continuerà a vivere attorno a questa installazione, a raccontare il prossimo capitolo di “Estia. Nodi di comunità”.


L’opera a Bari Sardo durante la realizzazione

 

 

L’articolo A Bari Sardo nasce “Estia. Nodi di comunità”: arte pubblica e partecipazione in piazza proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Inaugurazione Ballero Volpedo MAN Nuoro

 

È stata inaugurata ieri al MAN Museo d’Arte della Provincia di Nuoro una nuova mostra dedicata al rapporto tra Giuseppe Pellizza da Volpedo e Antonio Ballero. L’esposizione racconta l’eredità del maestro del divisionismo e il dialogo artistico con il pittore sardo, offrendo uno sguardo sulla pittura italiana tra Ottocento e Novecento.

L’eredità artistica di Pellizza da Volpedo torna così al centro dell’attenzione con questa esposizione ospitata nel museo nuorese. Il percorso mette in dialogo l’opera del celebre pittore divisionista con quella di Antonio Ballero, esplorando affinità, influenze e differenze tra due protagonisti della pittura tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Attraverso opere, documenti e materiali storici la mostra restituisce al pubblico il valore culturale dell’opera di Pellizza da Volpedo e il suo impatto sulla pittura italiana. Allo stesso tempo viene raccontato il ruolo di Ballero nel portare in Sardegna nuove ricerche artistiche legate alla luce e al colore.

Il progetto, curato da Chiara Gatti da un’idea di Rita Moro, ricostruisce anche il rapporto umano e artistico tra i due pittori attraverso lettere e confronti tra le loro opere. Proprio questo dialogo contribuì ad avvicinare Ballero alle tecniche del divisionismo, basate sulla separazione dei colori per ottenere effetti di luce più intensi.

La mostra racconta anche il percorso artistico di Ballero e il suo contributo al rinnovamento della pittura in Sardegna. Nelle sue opere compaiono spesso paesaggi e scene di vita quotidiana legate al mondo rurale dell’isola.

Il progetto culturale del MAN si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione della storia artistica europea e del ruolo degli artisti sardi nella scena nazionale.

La mostra sarà visitabile fino al 14 giugno 2026 negli spazi del museo in via Sebastiano Satta a Nuoro.

PH Luca Casari

PH Luca Casari

PH Luca Casari

.

 

.

L’articolo Nuoro, inaugurata ieri al MAN la mostra sull’eredità di Pellizza da Volpedo in dialogo con Antonio Ballero proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi