La Fondazione e lo Staff del Museo Nivola annunciano con piacere la nomina di Chiara Gatti come nuova direttrice artistica del museo di Orani.

Storica e critica dell’arte, specialista di scultura e grafica moderne e contemporanee, Chiara Gatti assume l’incarico con l’obiettivo di proseguire nel solco dell’identità forte e riconosciuta che il Museo Nivola ha costruito negli anni, in Sardegna, in Italia e nel panorama internazionale.

Nel suo messaggio di insediamento, la nuova direttrice ha espresso entusiasmo e profondo rispetto per l’anima del museo, sottolineando l’importanza di ascoltare nuove voci attorno alla figura di Costantino Nivola e di valorizzare la collezione, gli archivi e i depositi. Centrale sarà il percorso di studio che condurrà alla grande mostra antologica dedicata a Nivola, prevista in autunno alla Triennale di Milano, realizzata anche grazie alla collaborazione di Claire Nivola e alla riscoperta di opere e disegni finora poco noti.

Accanto alla ricerca artistica, Chiara Gatti intende rafforzare il legame con Orani, riconoscendo nel territorio una fonte preziosa di memorie e “microstorie” capaci di restituire, attraverso il museo, una dimensione culturale universale.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Giorgio Murru e Margherita Musella

 

Durante la presentazione al Caffè Letterario dello scrittore Aldo Pili, è stato svelato uno dei momenti più attesi: i primi dieci racconti dell’ottava edizione del Gioco dei Racconti, che saranno raccolti nel libro “Quando la vita sorprende”.

Al primo posto si è classificato Alessandro Piras di Tortolì, seguito al secondo posto da Marcello Camerlengo di Senigallia. Il terzo posto è stato conquistato da Patrizia Serra di Lotzorai, mentre al quarto posto si è posizionata Sonia Planamente di Roma. Il quinto posto, a pari merito, è stato assegnato a Maria Lidia Petrulli di Cagliari e a Lisetta Puddu di Tertenia, mentre al sesto posto si è classificato Tore Quartu di Cagliari. Chiudono la classifica al settimo posto, sempre a pari merito, Adriana Pani di Tertenia, Federica Bottega di Tortolì e Valter Meloni di Sassari.

Il concorso, giunto all’ottava edizione, ha visto la partecipazione di numerosi autori provenienti da tutta Italia. Gli otto giudici, sparsi sul territorio nazionale, hanno valutato i racconti in totale anonimato, esprimendo giudizi imparziali e appassionati. Tra di loro, uno era l’ospite d’onore della presentazione, il noto scrittore Aldo Pili.

Come sempre, l’iniziativa è stata fortemente voluta da Margherita Musella, alla guida del Caffè Letterario, che ha sottolineato l’importanza di sostenere la scrittura creativa e di offrire uno spazio di visibilità a nuovi autori.

I dieci racconti selezionati saranno pubblicati nel libro “Quando la vita sorprende”, dando voce a storie diverse e originali e celebrando la creatività dei partecipanti.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

S'ortali e su monti

 

Oggi si è svolto un sopralluogo presso il sito archeologico S’Ortali e Su Monti, alla presenza del Direttore scientifico della Soprintendenza di Sassari, dott. Enrico Dirminti, e dello staff della Soprintendenza di Cagliari, per fare il punto sugli scavi condotti negli ultimi mesi.

Le attività di ricerca hanno portato al rinvenimento di numerosi reperti che testimoniano la lunga e articolata frequentazione del sito nel corso dei secoli, offrendo nuovi spunti per la comprensione della storia e della cultura del territorio.

I lavori, ormai prossimi alla conclusione, prevedono interventi volti a migliorare la fruibilità e la sicurezza del sito, tra cui l’implementazione dell’illuminazione e l’installazione di una cartellonistica informativa dedicata a cittadini e visitatori.

Un passo significativo nella valorizzazione del patrimonio archeologico locale, che permetterà a residenti e turisti di conoscere e apprezzare più da vicino la ricchezza storica e culturale di S’Ortali e Su Monti.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

 

Il Festival del Supramonte annuncia con entusiasmo i vincitori del contest audio-visivo e fotografico “Sentieri Visivi”, iniziativa che ha accompagnato le attività di trekking, mountain bike e arrampicata svoltesi durante i giorni del festival, a fine dicembre 2025.

Per la categoria Trekking – Fotografia, il premio è stato assegnato a Luca Andretti, autore di uno scatto capace di raccontare con intensità e sensibilità il cuore selvaggio del Supramonte.

La giuria del festival ha motivato la scelta con queste parole: “Un sentiero che sale, due figure immerse nel paesaggio, il respiro lento della natura selvaggia del Supramonte. Uno scatto che racconta l’equilibrio tra presenza umana e forme naturali, valorizzando la profondità della salita e la bellezza dei verdi, attraversati da una luce sapiente che restituisce tutta la forza poetica e primordiale di questo territorio”.

La fotografia è stata realizzata a Baunei, lungo il sentiero che da Cala Goloritzé conduce a Su Porteddu, uno dei percorsi più emblematici e suggestivi del territorio.

A Luca Andretti sarà consegnato un raffinato gioiello artigianale realizzato dal laboratorio “Sa Naccara” di Baunei, premio che celebra l’incontro tra creatività, tradizione e identità locale.

Il concorso “Sentieri Visivi” continua a rappresentare uno spazio di espressione e racconto, dove l’esperienza del cammino si trasforma in immagine e memoria, contribuendo a valorizzare il Supramonte attraverso nuovi sguardi e narrazioni.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Stefania Sistu

 

Stefania Sistu e Daniele Pireddu inaugurano il 2026 con “Revolution of Souls”, un singolo autoprodotto che unisce testo e arrangiamenti vocali di Stefania alla musica, al basso e agli arrangiamenti di Daniele.

Il brano nasce con un messaggio chiaro e attuale. In un mondo segnato da tensioni geopolitiche, rapide evoluzioni tecnologiche e un’ondata di violenza crescente, la canzone affronta il tema della manipolazione dei modelli di vita e dell’influenza inconsapevole dei messaggi che arrivano dall’alto. “Revolution of Souls” propone una riflessione sulla necessità di risveglio e resilienza, anticipando la speranza di un cambiamento necessario.

Il videoclip, realizzato da Daniele Pireddu, mostra una rosa nera, simbolo di speranza, che accompagna visivamente il messaggio del brano.

Revolution of Souls

Revolution of Souls

La produzione ha potuto contare sulla professionalità di Manu Canu, che ha seguito registrazioni e mastering, valorizzando ogni dettaglio del progetto.

Dopo questo singolo, Stefania Sistu annuncia l’arrivo di un nuovo brano, tratto dal suo primo album “L’altra Me”, rivisitato in chiave moderna. Il duo, noto anche come Echoss Duo, ha inoltre in programma esibizioni live; tutti i dettagli sono disponibili sul profilo Instagram ufficiale.

Con “Revolution of Souls” si invita a guardare oltre il caos della contemporaneità, a cercare una luce nelle ombre e a trovare nella musica lo spazio per una propria rivoluzione interiore.

Daniele Pireddu

Daniele Pireddu

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

“L’arte è il gioco degli adulti” è una celebre frase di Maria Lai, che esprime la sua visione dell’arte come strumento per riscoprire la creatività, l’immaginazione e il legame sociale, utilizzando il gioco come linguaggio universale per superare barriere e interpretare il mondo. Per lei, l’arte trasforma la vita quotidiana in esperienza artistica attraverso riti e simboli, spesso legati alla tessitura, alla fiaba e alla tradizione sarda.

Fin da bambina, Lai trascorreva ore a tessere, disegnare e inventare storie, trasformando fili e stoffe in mondi immaginari. Crescendo, portò quella stessa leggerezza nell’arte adulta: le sue opere sono giochi poetici con lo spazio, la comunità e la memoria. Il gioco, per Lai, non è infantile, ma un serio processo di conoscenza che gli adulti hanno dimenticato, e che lei ripropone attraverso opere interattive come i libri e le fiabe cucite.

Il suo progetto più celebre, “Legarsi alla montagna”, ne è un esempio straordinario: l’intero paese di Ulassai partecipò a legare con fili case e tetti, trasformando il paesaggio in un’opera collettiva. Un gesto creativo che univa le persone e raccontava storie di appartenenza e coesione.

Per Maria Lai, creare era giocare con la realtà, stupirsi del mondo e tessere legami invisibili tra memoria, comunità e bellezza. Una visione che rende la sua arte universale, profonda e incredibilmente vicina all’esperienza di ognuno di noi.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Il CaMuC e la Stazione dell’Arte di Ulassai ospiteranno fino al 15 marzo 2026 “Il respiro di un viaggio”, una mostra che mette in dialogo Albrecht Dürer e Maria Lai, due protagonisti assoluti della storia dell’arte, lontani nel tempo ma sorprendentemente vicini nella visione.

Siamo andati a visitarla per voi e abbiamo raccolto quattro motivi importanti per i quali vale la pena immergersi in questo straordinario percorso tra arte, storia e poesia.

 

1. Un incontro artistico unico

È la prima volta che l’opera di Albrecht Dürer, maestro del Rinascimento europeo, viene messa a confronto con quella di Maria Lai, una delle voci più poetiche e profonde dell’arte contemporanea. Dürer, celebre per la sua maestria nell’incisione e nella xilografia, ha rivoluzionato la rappresentazione della natura e della figura umana, fondendo l’eredità gotica con una sensibilità umanistica innovativa. Nonostante sembrino lontanissimi, i due artisti trovano, tra le mura del CaMuC, la possibilità di dialogare, e i punti in comune tra loro emergono con forza.

2. Capolavori preziosi da ammirare dal vivo

La mostra propone oltre trenta opere originali di Dürer, provenienti da collezioni private di grande prestigio, accanto a una selezione significativa delle opere di Maria Lai. Libri cuciti, ceramiche, fili e materiali semplici trasformati in forme evocative testimoniano la potenza poetica e simbolica dell’artista sarda.

3. Un viaggio tra arte, spiritualità e territorio

“Il respiro di un viaggio” invita a riflettere sul senso del tempo, della vita e dell’immaginazione, attraversando cinque secoli di storia dell’arte. Il percorso espositivo trasforma il museo in uno spazio di dialogo tra passato e presente, rigore e poesia, forma e simbolo.

4. Osservare il “quadrato magico” di Melencolia I

Tra le opere di Dürer in mostra spicca Melencolia I, incisione a bulino del 1514, considerata uno dei massimi capolavori del maestro. Al centro dell’opera si trova il celebre quadrato magico, un intricato schema numerico dove la somma dei numeri in ogni riga, colonna, diagonale e nei quattro angoli dà sempre 34, mentre i numeri centrali dell’ultima riga compongono 1514, l’anno della creazione.
Il quadrato non è solo un esercizio matematico, ma un simbolo esoterico che, secondo la tradizione alchemica e astrologica, rappresenta la lotta contro la malinconia e l’elevazione dello spirito. Ogni numero e posizione racconta la ricerca dell’armonia e della conoscenza: un vero e proprio messaggio filosofico e spirituale che non può lasciare indifferenti.

Bonus: visitare Ulassai è sempre una scelta giusta

Chi ha tempo può approfittare della visita al CaMuC per scoprire i vicoli e le piazze di uno dei comuni più affascinanti dell’Ogliastra. Una capatina alla Stazione dell’Arte completa l’esperienza culturale, tra arte, memoria e bellezza del territorio.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Oliena ha vissuto una giornata di grande emozione e orgoglio con l’inaugurazione ufficiale del Museo Diffuso Liliana Cano, un progetto culturale di grande valore che arricchisce in modo significativo il patrimonio artistico e identitario del paese.

Il Museo Diffuso, articolato nel cuore del centro storico e in diversi spazi pubblici e religiosi, restituisce alla comunità un percorso dedicato alle opere di Liliana Cano (1924–2021), artista di rilievo nazionale e internazionale profondamente legata a Oliena, un legame sancito dalla cittadinanza onoraria conferita nel 2004 e dalle numerose opere donate nel corso degli anni. Promosso dal Comune di Oliena in collaborazione con la Parrocchia di Oliena, l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna, il Museo Diffuso rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni e comunità.

Il percorso museale, curato dal direttore artistico Davide Mariani, si sviluppa in otto tappe e raccoglie oltre cinquanta opere realizzate tra gli anni Ottanta e il 2016, tra murales, cicli pittorici e sculture pienamente integrate nel tessuto urbano e nella vita del paese, accompagnate da segnaletica dedicata, pannelli didattici e QR code per audioguide, con la possibilità di effettuare visite guidate affidate al Presidio Turistico Galaveras, cui è stata assegnata la gestione del Museo.

«L’inaugurazione del Museo Diffuso Liliana Cano rappresenta un momento di grande importanza per la nostra comunità – ha dichiarato il Sindaco di Oliena – perché un museo non è solo un luogo di conservazione, ma uno spazio vivo di identità, memoria e crescita collettiva, capace di raccontare il territorio attraverso l’arte e di proiettarlo nel futuro».

Con questa inaugurazione Oliena rende omaggio a un’artista che ha saputo interpretare con profondità l’anima del paese e riafferma il proprio impegno nella valorizzazione della cultura come bene comune, ringraziando l’Archivio Liliana Cano e il presidente Igino Panzino, il direttore artistico Davide Mariani, la Parrocchia di Oliena e il parroco don Giuseppe Cheri, il Presidio Turistico Oliena Galaveras, tutti gli uffici comunali e il FAI Sardegna – Fondo Ambiente Italiano. Il Museo Diffuso Liliana Cano è ora patrimonio di tutti e un invito aperto a scoprirlo, viverlo e farlo proprio.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Giancarla Marongiu

Il nuovo libro della scrittrice ogliastrina Giancarla Marongiu, “La gabbia di Pinuccia”, affonda le sue radici nel territorio e nelle storie che lo attraversano. È proprio dal contatto diretto con vissuti, memorie e osservazione della realtà che nasce il romanzo: un’opera in cui l’autrice rielabora esperienze umane trasformandole in materia narrativa, dando voce a dinamiche intime e sociali ancora profondamente attuali.

Il racconto tiene insieme due dimensioni solo apparentemente distanti: la contemporaneità e l’antichità di regole, comportamenti e schemi cristallizzati nel tempo. Emblematica è la figura di Felice, padre di Pinuccia, che incarna un sistema di valori fondato sull’imposizione, dove l’educazione diventa obbligo e gli ideali si trasformano in ideologie oppressive. Attraverso questo personaggio, Marongiu pone domande scomode ma necessarie: quanto i pregiudizi continuano a danneggiare la vita individuale e collettiva? Quanto i rapporti tra i sessi sono ancora privi di amore e rispetto? E quanto manca, oggi, una vera educazione sentimentale, emotiva, relazionale e sessuale?

Grande attenzione è riservata alla costruzione dei personaggi e delle diverse componenti del romanzo, curate con la stessa sensibilità e profondità dedicate a Pinuccia, figura centrale della narrazione. L’autrice sceglie consapevolmente di abbandonare stereotipi e luoghi comuni, soprattutto quando affronta temi delicati come la malattia mentale e il disagio psichico, realtà che ancora oggi, nonostante la legge Basaglia, continuano a essere segnate da stigma, violenza e incomprensione.

Nel libro emerge anche una riflessione più ampia sulla società contemporanea e sulla globalizzazione, vista come un processo che spesso genera omologazione, inquinamento culturale e, in alcuni casi, vera e propria “spazzatura” sociale. Marongiu mette in guardia dall’illusione di superiorità, che non è altro che una manifestazione di inconsapevolezza e arroganza, come dimostrano dinamiche di potere che si riproducono anche in contesti apparentemente alternativi.

Per l’autrice, la scrittura ha da sempre una funzione catartica, esplorativa ed empatica: osservare se stessi e gli altri diventa un gesto d’amore che genera consapevolezza e alimenta speranza, ideali e volontà di costruire un mondo migliore. Fatica e dolore fanno parte della vita, ma possono e devono essere spesi per il bene comune.

Il lavoro narrativo nasce da un processo di immedesimazione, studio e approfondimento: la realtà, osservata con attenzione e senso critico, offre un materiale umano inesauribile. “La gabbia di Pinuccia” è pubblicato dalla casa editrice Simul, con cui Giancarla Marongiu ha instaurato un rapporto sincero e collaborativo in tutte le fasi, dalla revisione del manoscritto alla stampa, fino alla promozione.

Lo scrivere “al femminile” rappresenta infine una scelta culturale e civile: ribadire che la questione femminile riguarda tutti e che la parità non passa dall’omologazione, ma dal riconoscimento delle differenze, per non essere più sconosciuti, ma persone con pari diritti. E mentre questo romanzo arriva ai lettori, l’autrice guarda già avanti: sorprendentemente, sta lavorando a un giallo, a dimostrazione che è la scrittura a guidare chi scrive, aprendo continuamente nuovi orizzonti narrativi.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Giuseppe Puncioni

Con grande entusiasmo, Giuseppe Puncioni annuncia l’arrivo del suo secondo libro, “Ammentos”, un’opera speciale dedicata alla storia e alla memoria della città di Tortolì. “Ho sempre avuto il desiderio, fin da bambino, di conoscere la Tortolì di una volta e al contempo di poter conservare il ricordo di quei momenti”, racconta l’autore, spiegando come la passione per le immagini sia nata con l’avvento del computer, accompagnato dal suo primo scanner, dalla stampante e da una Olympus digitale.

Il libro è il risultato di anni di ricerca storica e collezionismo. Puncioni ha infatti raccolto documenti d’archivio, carte geografiche e fotografie, spesso condivisi sulla pagina Facebook “I Love Tortolì”, ma è stata soprattutto la collezione di vecchie cartoline della città a trasformarsi in una vera e propria passione.

“Ammentos” si inserisce in una trilogia che vuole rendere omaggio alla memoria visiva di Tortolì. Dopo il primo volume, dedicato alle cartoline in bianco e nero dal 1900 al 1967, il secondo volume si concentra sulle cartoline a colori, pubblicate tra il 1950 e il 2010. Il terzo volume, il più impegnativo, raccoglie la maggior parte delle fotografie collezionate da Puncioni negli anni, ritraendo famiglie e luoghi di Tortolì e Arbatax.

L’autore sottolinea l’importanza personale di questo progetto: “Spero che questo lavoro, per me importante, sia di vostro gradimento. Ai posteri l’ardua sentenza!” .

Ammentos

Ammentos

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi