Sabato, alla libreria Koinè di Sassari, è stata presentata la raccolta poetica dell’artista e poetessa lanuseina Stefania Lai “Nel tempo gigante”, Robin Edizioni.

Quella sassarese è stata la quarta presentazione del libro. La prima si è svolta ad Assisi, in sala conferenze alla Cittadella, la seconda ad Alghero, alla libreria Cyrano. La terza presentazione è stato un incontro prezioso e intenso con il pubblico alla biblioteca di quartiere Bibliolab, all’interno dell’Istituto comprensivo Latte Dolce Agro a Sassari.

La presentazione alla libreria Koinè, ha visto Stefania Lai dialogare con l’amica e poetessa Speranza Serra, donna e sorella di talento, profonda conoscitrice e studiosa di poesia e letteratura e con il collettivo CLIP, un gruppo di giovani performers, attori e autori che attivamente portano cultura e parole nella loro città ed oltre.

«Non è stata la semplice presentazione di un libro di poesia – spiega Stefania Lai – Il numeroso pubblico presente, non solo in questa occasione, ha conversato con noi restituendoci la sensazione di una poesia sempre più necessaria nella contemporaneità. Si è parlato della mia poesia, ma non solo, anche di poesia come strumento per una nuova comprensione dell’esistenza, come preziosa fonte di stimolo ad una relazione più umana col pianeta.  Si è parlato di Rilke, Tagore, Szimborska e delle poete, sempre più numerose, dalla lirica potentemente suggestiva. Di una poesia che a volte spaventa perché sa muovere l’animo, di quella passata a voce dalle donne ai propri figli e compagni, della poesia muscolare, l’Action Poetry, della poesia che cura, che porto, come arteterapeuta, a chi vuole implementare ed arricchire la propria crescita personale, a chi vuole conoscere di sé gli spazi emotivi e creativi».

«Si è parlato di reti di salvezza tessute insieme, che ci sostengono come solo l’arte sa fare in questi tempi “giganti” di schiaccianti richieste , in cui dobbiamo essere performanti, di successo, freschi, in forma, esteticamente apprezzabili, mentre perdiamo la nostra autenticità e dimentichiamo cosa ancora ci fa felici» conclude l’artista e poeta ogliastrina.

La raccolta poetica di Stefania Lai porta il racconto di questo tempo “gigante” nel quale scoprire il minuscolo, l’anima e lo sguardo oltre le cose ci salva da una realtà gravosa e ci riporta al gruppo, all’insieme, ci racconta che “siamo” è la parola giusta per definirci, e ci descrive connesse e connessi a tutto il pianeta in divenire. Ci ricorda come “vivere poeticamente il mondo”. La poesia dunque, questo linguaggio colmo di simboli, di immagini spesso radicate così profondamente da arrivare alla profondità di chiunque, non si limita alle pagine di un libro, ma entra nella vita delle persone, diventa un pane buono, a nutrire ogni fame di senso.

Interessante la considerazione di Speranza Serra: «Questa dimensione meravigliosamente comunitaria, di chiunque, è quella che si può raggiungere quando ci si incontra nel dialogo attraverso le arti. Questo è successo sabato, che molte persone si sono incontrate ed hanno scoperto di essere parte di un tessuto umano che può usare la poesia e le arti come linguaggio preferenziale per esprimere verità profonde e salvifiche».

Queste presentazioni, o meglio “questi incontri di poesia” hanno smosso emozioni e riflessioni; hanno provocato dei veri “accadimenti’  fra le persone: le donne soprattutto hanno agito da “facilitatrici” presso i loro compagni leggendo i testi a voce alta nell’intimità della casa.  E appunto l’ oralità della poesia è stato un tema di discussione molto partecipato nel tentativo di dare risposte alle domande: quando ci siamo allontanati dalla poesia? Da quando ne abbiamo così paura? Forse da quando i versi sono stati rinchiusi in tomi nelle accademie, destinati a poche elite? .

Forse da quando abbiamo perso il coro e il canto collettivo. Da questi incontri è scaturito forte e chiaro il bisogno della parola poetica. Come una sete misconosciuta che finalmente trova fonte.

Una poesia di Stefania Lai:

Non appartengo a nessuno
Neanche a me stessa
Quando mi lego le scarpe sono altrove
e spesso trascuro un sano respirare
mi dimentico del cuore se batte
e non so se il sangue va
o torna alla camera oscura
Non è affatto mia la mia persona
per troppo tempo infatti
sono via
Impegnata a tracciare
brandelli di ricordi sfilacciati
sensazioni da decifrare
parole sfumate al silenzio
Nascosta nel corpo
a tessere reti di salvezza
per il corpo e per me stessa
per noi sorelle di carne e pensiero
da ricucire sui bordi
rianimare e gettare nel mondo.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi